Reati ambientali: approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (ue) 2024/1203. Nuovi obblighi di adeguamento dei modelli organizzativi per le aziende

A pochi mesi di distanza dall’entrata in vigore del d.lg 116/2025 che aveva riformato i reati ambientali, lo scorso 20 gennaio il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione e del Ministro della giustizia, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, sulla tutela penale dell’ambiente, che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.
Come si legge nel Comunicato stampa sul sito del Governo “l’intervento normativo è volto a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, tenendo conto dell’accresciuta rilevanza dei fenomeni di degrado ambientale, della perdita di biodiversità e degli effetti dei cambiamenti climatici, nonché della dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale. Si introducono modifiche al Codice penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. Inoltre, si rafforzano le circostanze aggravanti, si precisa la nozione di condotta abusiva e si adegua il trattamento sanzionatorio, in coerenza con le indicazioni della direttiva europea”.
Il provvedimento, inoltre, "amplia il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231), e adegua la disciplina delle sanzioni, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività". Al momento della definitiva entrata in vigore del decreto legislativo, le aziende dovranno, quindi, attivarsi per una nuova mappatura dei rischi reato e per il conseguente aggiornamento dei Modelli organizzativi.


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Pubblicato in Modello 231.